venerdì 15 luglio 2016

UNA VISIONE DIVERSA DEL PARADISO DEL CONSUMISMO

Tengo a precisare che queste parole non sono le nostre ma di un economista italiano dei nostri giorni di cui abbiamo già parlato (Paolo Barnard). Questo breve stralcio è preso da uno dei suoi libri forniti dallo stesso autore gratuitamente in PDF sul suo blog, il libro si chiama "Il più grande crimine" per completezza di informazione.
Mi scuso in anticipo con il suddetto perchè sto violando la sua richiesta di non divulgare il suo materiale in Italia visto che lui crede che noi Italiani siamo una causa persa. Spero vivamente che un giorno lo smentiremo. Buona lettura

"In Europa, Schuman e Monnet ricalcavano alla perfezione quei concetti
quando sostenevano che il sistema futuro avrebbe dovuto essere una
gerarchia di ordini con supremazia assoluta delle élites sulla “massa ignorante”.
Ma furono le idee dei due americani a fare il grosso del lavoro.
Essi s’inventarono l’arma letale, quella che in pochi anni avrebbe realmente
disabilitato la partecipazione democratica dei cittadini, intontendoli,
drogandoli, eliminandoli dalla scena. Eccovi sfornate
l’Esistenza Commerciale e la Cultura della Visibilità massmediatica,
che erano le due ammiraglie dell’industria della fabbricazione del consenso
per cui i due statunitensi sono passati alla Storia. Come si vedrà
più avanti, questi concetti furono poi ripresi e rilanciati con assoluto
vigore da altri uomini, per approdare a ciò che chiunque di noi oggi
ha davanti a sé: masse inerti di cittadini che a milioni e milioni agiscono
come robot la cui unica aspirazione è acquistare oggetti e adorare i ricchi
e i famosi, anche quando le loro condizioni di vita obiettive sono
ormai al limite della schiavitù, incapaci di un guizzo di attivismo persino
quando sono minacciati dalla malattia terminale o dalla distruzione
delle sopravvivenza della specie. Dell’Esistenza Commerciale e
della Cultura della Visibilità massmediatica sottolineo solo alcuni cardini,
mettendo però in rilievo il micidiale coordinamento con cui agiscono:
la prima porta gli individui a impiegare una fetta sempre
crescente del loro tempo per acquisire mezzi per acquisire beni che gli
acquisiscano autostima. Il motivo per cui vi è questo opprimente bisogno
di confermare l’autostima sta nella seconda, che fin dalla più tenera
età insegna ai cittadini che per Essere si deve essere Visibili, cioè contare,
cioè essere ‘qualcuno’. I Visibili possono, ottengono, sono amati da
molti e rispettati, hanno personalità riconosciute, sono vincenti, gli è
permesso tanto. I non visibili non sono, proprio non esistono, non contano,
non hanno potere, di amore ne vedono pochissimo, sono indistinguibili,
sono la ripugnante massa, essi pagano sempre tutto, non
gli sono concesse scappatoie. E chi si sente la massa non si piace, poiché
viene perennemente sospinto al paragone coi Visibili dal martellamento
massmediatico. Questo gli distrugge l’autostima. Ma senza autostima
un essere umano non respira, soffoca, farà di tutto per ottenerla, si sente
cioè una nullità. Ed ecco che di nuovo torna in gioco l’Esistenza Commerciale,
che sussurrerà all’orecchio degli invisibili che se si vestiranno
in un certo modo, che con quell’auto, che frequentando quel locale o
acquisendo oggetti a ripetizione, ma ancor più se riusciranno a far parlare
di sé, essi si avvicineranno ai Vip, ai Visibili, e la loro autostima
sarà risollevata dalla polvere della massa. Non è necessario qui elencare
i conseguenti comportamenti di milioni di esseri umani, che si perderanno
nello sfoggio di un certo paio di occhiali o nella corsa al denaro,
persino nell’uso della violenza demenziale (uomini) e nell’umiliazione
del proprio genere (le donne) pur di apparire o di esser citati una volta
nella vita in Tv. Prede cioè senza speranza della trappola sopra descritta.
Si aggiunga poi che, nello sforzo economico per accedere alle simulazioni
di visibilità, gli individui s’impegneranno in ogni sorta di trappola
finanziaria che in un circolo vizioso li incatenerà al sistema che li vuole
annientare.
In questo processo le persone smarriscono ogni indipendenza di pensiero e
di comportamento terrorizzate di perdere quel fittizio treno dell’autostima,
ma soprattutto la loro energia mentale e di vita sarà quasi o spesso interamente
assorbita, cioè annullata, da quello sforzo. La fine dei cittadini partecipativi.
Oggi infatti, l’Italia che con mezzi di comunicazione rudimentali e
governata da un monoblocco di potere ecclesiastico metastatizzato ovunque
riuscì a ribaltare il proprio destino con divorzio e aborto, cioè l’Italia che partecipava,
è un sogno talmente remoto che non è raro trovare giovani nati
anni dopo che stentano a crederci. Oggi, nell’era dell’apatia istupidita di lavoratori
e sindacati a fronte della precarizzazione del lavoro – attenzione:
hanno precarizzato una condizione essenziale alla sopravvivenza dell’essere
umano, esattamente come se ci avessero precarizzato i globuli bianchi, hanno
cioè “reso plausibile l’inimmaginabile” – il fermento delle classi lavoratrici che
permisero a Giacomo Brodolini e Gino Giugni di emanare in Italia il più
avanzato Statuto dei Lavoratori di tutto l’Occidente (02/05/1970) sembra
una fantasia. Oggi, a fronte dell’erosione degli stipendi reali in tutte le nazioni
del G8 (negli USA ristagnano dal 1973 ininterrottamente) con picchi di povertà
in crescita fino a oltre l’11% della popolazione, ben 12.000 miliardi di
dollari sono stati regalati a una cricca di criminali bancari che ci ha appena
rovinati (sono 800 finanziarie italiane messe assieme); ciò è accaduto senza
che un singolo scontro fra cittadini e polizia avvenisse a Roma, New York o
Berlino. Questo siamo noi ora, noi “meddlesome outsiders”. In altre parole, il
piano Lippmann e Berneys ha trionfato: siamo ai margini, inebetiti, ci hanno
eliminati. Non so se i lettori si rendono conto della gravità di questo."